Nel redigere il proprio c.v. ordine temporale diretto o inverso?

novembre 26th, 2010 nessun commento

Anche oggi cercheremo di rispondere ad una delle domande più frequenti in cui si imbatte chi si accinge a scrivere un curriculum vitae. 
Nel redigere il proprio curriculum, è  più corretto seguire l’ordine temporale diretto o l’ordine temporale inverso?  
Seguendo l’ordine temporale diretto si inseriscono le informazioni  relative al proprio percorso lavorativo, partendo dalla prima esperienza lavorativa fino ad arrivare all’ultima. Invece, seguendo l’ordine temporale inverso, si parte dall’esperienza professionale più recente fino a quella più pregressa.
La scelta fra le due opzioni non dovrebbe essere causale o legata al gusto personale ma al contrario, dovrebbe essere ponderata sulla base del proprio percorso professionale.
L’ordine temporale diretto (dalla prima esperienza all’ultima) va preferito se:
1) il vostro percorso professionale non è molto lungo o articolato (due o al massimo tre esperienze professionali);
2 ) ritenete che non sia solo la vostra ultima esperienza lavorativa ad essere significativa per delineare il vostro profilo professionale;
3) l’evoluzione del vostro percorso professionale evidenzia un  progressivo accrescimento e pertanto volete porre l’accento su questo sviluppo professionale.
Invece, è più utile scegliere la sequenza temporale inversa se:
1) la vostra esperienza professionale non è stata lineare e non è stata progressiva (situazione molto frequente in questo periodo)
2) se si è cambiato percorso lavorativo e le ultime esperienze lavorative sono quelle su cui volete porre l’accento;
3) se l’esperienza professionale maturata, è molto lunga ed articolata (più di tre esperienze lavorative in posizioni e aziende differenti).
Dunque, è consigliabile scegliere la sequenza temporale diretta, se  si vuole trasmettere l’idea di un cammino progressivo, sequenziale, lineare senza rotture di trend. Invece, è consigliabile la sequenza temporale inversa se si vuole attirare l’attenzione dell’interlocutore su un momento preciso della vostra esperienza professionale, perché ritenete che esso sia il più significativo.

Come scrivere un buon curriculum? Seguire la regola delle “quattro S”

novembre 26th, 2010 nessun commento

Se è vero che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, scrivere in maniera corretta il proprio curriculum aumenta le probabilità di inserimento nel mondo del lavoro. Per questo motivo abbiamo deciso di creare una rubrica rivolta a tutti coloro che sono in cerca di un impiego o che intendono riposizionarsi sul mercato del lavoro, al fine di fornire utili suggerimenti per la stesura di un buon curriculum.
Oggi ci occuperemo degli scopi che deve raggiungere un curriculum e delle caratteristiche che deve possedere per raggiungere tali scopi.
Un buon curriculum è soprattutto un piccolo ma prezioso strumento di comunicazione. Quali sono gli scopi che deve raggiungere?
1.
Fornire tutte le informazioni personali necessarie al selezionatore per capire se la candidatura proposta è coerente o meno con la posizione ricercata dall’azienda
2.Stimolare l’azienda a contattare il candidato
3.Trasmettere una buona impressione sulle caratteristiche di personalità di chi lo ha redatto.
Dunque: INFORMARE-STIMOLARE-TRASMETTERE UNA BUONA IMMAGINE DEL CANDIDATO.
Molto spesso, quando ci si accinge a scrivere un curriculum, si tende a pensare che più cose si scrivono migliore sarà il risultato. In realtà non è così. Quando ci si accinge a scrivere un curriculum è utile rispettare la regole delle “Quattro S”:
1.SINTESI
2.SCHEMATICITA’
3.SCORREVOLEZZA
4.SOBRIETA’
Il c.v. deve essere sintetico. Il c.v. deve fornire tutte le informazioni anagrafiche, formative, professionali ed extra-lavorative  che possano interessare l’interlocutore ma  non dovrebbe superare la lunghezza standard di due pagine (che possono diventare in via eccezionale tre, se la vostra esperienza accademica o professionale è particolarmente lunga e significativa).
Il c.v. deve essere schematico.  Affinchè il c.v. risulti ordinato, può risultare utile procedere per punti, seguendo uno schema che consenta di individuare tre nuclei: dati anagrafico/personali, percorso formativo, esperienze professionali.
Il c.v. deve essere scorrevole. Il curriculum dovrà risultare facile e scorrevole da leggere perciò necessita di un’esposizione fluida della informazioni. E’ utile scegliere un’impaginazione ed un gioco di evidenziazioni (ad esempio usando corsivo, grassetto, sottolineature), tali da far balzare subito all’occhio le informazioni più importanti contenute nel c.v. Gli accorgimenti estetici, oltre a fornire al c.v. un forma grafica più gradevole possono aiutare il candidato ad uscire dal “mucchio” ed a differenziarsi.
Il c.v. deve essere sobrio.Il curriculum deve essere redatto in un linguaggio professionale,  preciso e convincente, senza inutili formule burocratiche ed accademiche, prove di deferenza o tentativi di blandire o impressionare l’interlocutore.
Infine, è fondamentale affinare una certa sensibilità ad immedesimarci  nelle vesti del destinatario del nostro c.v.,  in modo da poter decidere di volta in volta, quali sfumature stilistiche adottare per rendere il c.v. il più possibile mirato sulle caratteristiche dell’azienda destinataria e della posizione per la quale ci stiamo candidando.

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