L’articolo 34 della nostra Costituzione al comma 3 recita testualmente: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Un principio che, sempre più spesso ormai, le nostre Università fanno fatica ad applicare. I famigerati “tagli” alla spesa pubblica hanno avuto forti ripercussioni anche per quanto riguarda i fondi che lo Stato destina al sistema universitario italiano, con quest’ultimo che si è visto costretto ad aumentare le tasse con tutte le inevitabili conseguenze negative.
Gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Istruzione descrivono una costante crescita degli oneri che le famiglie degli studenti devono accollarsi per permettere l’iscrizione e la frequenza all’Università, (l’aumento delle tasse universitarie si attesta intorno al 40% negli ultimi cinque anni). Il problema riguarda particolarmente gli studenti fuori sede che, oltre alle tasse, devono sostenere ulteriori spese per gli alloggi. Finora un sostegno importante proprio nella messa a disposizione di residenze universitarie e borse di studio veniva svolto dalle varie ADSU (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario), ma a causa dei fondi insufficienti (poco più di 25 milioni in totale per il 2012 a fronte dei 246 milioni del 2009), sempre più studenti in possesso di tutti i requisiti non possono usufruirne. La percentuale sul totale degli aventi diritto che non ha potuto beneficiare delle borse di studio supera il 16%. Una situazione che per molti versi incide profondamente sul calo delle iscrizioni alle Università.
Un esempio illuminante viene da L’Aquila, in molti ricorderanno come -a seguito del tragico evento sismico del 2009- per evitare un crollo nelle iscrizioni dell’Ateneo furono varate diverse misure, come la gratuità nel trasporto pubblico. Pochi giorni fa, la conferma data dal Rettore che gli studenti potranno beneficiare di una sospensione delle tasse fino al 2014. In questo modo si mantiene una certa “tenuta” degli iscritti. Non per buona parte del resto d’Italia.
Una situazione che preoccupa se si considera come il mondo del lavoro di oggi richieda un grado di specializzazione nei vari settori produttivi altamente qualificato, che solo un buon sistema universitario può garantire.