l’esperto risponde

dicembre 7th, 2011 32

L’angolo dell’esperto è una rubrica dedicata ai frequentatori del nostro portale, per offrire loro la possibilità di ricevere informazioni, soddisfare le proprie curiosità, risolvere i propri dubbi attinenti al mondo del lavoro e in particolare ai processi di selezione.

Il nostro Staff è composto da esperti del mondo del lavoro e risponderà alle vostre domande offrendovi consigli pratici e personalizzati. Desideriamo mettere a vostra disposizione il nostro know how e l’esperienza di professionisti che da anni si occupano di ricerca e selezione del personale nelle aziende.
Cercheremo di fornirvi consigli pratici, che vi aiuteranno a muovervi al meglio nel mondo del lavoro. Forse qualche volta le nostre risposte e i nostri consigli potrebbero non piacervi… non ci aspettiamo che tutti siano d’accordo con noi!! Ma i suggerimenti che troverete in questa rubrica rappresentano i punti di vista, gli atteggiamenti e le azioni di successo delle persone che stanno avendo successo sul lavoro e che hanno trovato la loro strada.

Ovviamente lasceremo libero spazio al dialogo e al confronto.

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Aspettiamo le vostre domande!!

32 commenti “l’esperto risponde”

  • New Job Agency scrive:

    D: In quale ordine è opportuno presentare le esperienze lavorative nel curriculum?

    R: Seguendo l’ordine temporale diretto si inseriscono le informazioni relative al proprio percorso lavorativo, partendo dalla prima esperienza lavorativa fino ad arrivare all’ultima. Invece, seguendo l’ordine temporale inverso, si parte dall’esperienza professionale più recente fino a quella più pregressa. E’ consigliabile scegliere la sequenza temporale diretta, se si vuole trasmettere l’idea di un cammino progressivo, sequenziale, lineare senza rotture di trend. Invece, è consigliabile la sequenza temporale inversa se si vuole attirare l’attenzione dell’interlocutore su un momento preciso della propria esperienza professionale, perché si ritiene che esso sia il più significativo.

  • Paolo scrive:

    In quale ordine è opportuno presentare le esperienze lavorative nel curriculum?

  • New Job Agency scrive:

    D: E’ opportuno inserire la foto all’interno del curriculum?

    R: La foto andrebbe inserita solo se richiesta espressamente. L’unica eccezione a questa regola riguarda le posizioni legate al rapporto con il pubblico, dove la fotografia è parte integrante del processo di selezione. Se ci si candida per una posizione come programmatore non ha molto senso inserire una foto, mentre potrebbe essere utile se ci si sta proponendo per lavori come receptionist o promoter. In questi casi è opportuno includere nel curriculum una foto in primo piano, stile fototessera. La foto deve essere seria e dare l’impressione di una persona professionale. Evitare, assolutamente, pose ammiccanti, foto appariscenti e ambientazioni poco professionali.

  • Roberta scrive:

    E’ opportuno inserire la foto all’interno del curriculum?

  • New Job Agency scrive:

    D: Il corso di aggiornamento professionale che sto frequentando prevede la partecipazione a giochi di gruppo. Qual è la loro funzione?

    R: I giochi d’aula o di simulazione sono sempre più frequentemente utilizzati nell’ambito della formazione. Le motivazioni sono diverse. Sicuramente, utilizzando “l’agire” e il coinvolgimento fisico si favorisce l’apprendimento anche di nozioni complesse, rispetto all’utilizzo di una classica lezione frontale. Inoltre, i giochi d’aula permettono di verificare l’effetto delle proprie azioni in un ambiente protetto e di discuterne i risvolti in ambito lavorativo o in relazione con colleghi e superiori. Infine, facilitano lo sviluppo di competenze trasversali, quali la capacità di negoziazione e l’ascolto attivo, talvolta lasciate in secondo piano rispetto a nozioni tecniche e specialistiche.

  • Sara scrive:

    Il corso di aggiornamento professionale che sto frequentando prevede la partecipazione a giochi di gruppo. Qual è la loro funzione?

  • New Job Agency scrive:

    D: Nei colloqui di lavoro spesso mi è stato chiesto “Mi parli di lei”. Com’è più opportuno rispondere?

    R: Le prime domande di un colloquio solitamente sono aperte e hanno l’obiettivo di sciogliere il ghiaccio ed iniziare a far parlare il candidato. “Mi parli di lei” è una delle classiche domande di selezione che solitamente viene formulata all’inizio di un colloquio di gruppo o individuale. E’ l’occasione per parlare delle proprie competenze e dei propri obiettivi professionali. In poco tempo occorre convincere l’intervistatore che proprio noi siamo la persona adatta a ricoprire quella determinata posizione. Pertanto se si hanno informazioni precise sul profilo ricercato, si potrà mirare la propria esposizione concentrandosi sugli aspetti della professionalità che potrebbero maggiormente attirare l’attenzione dell’interlocutore. E’ necessario, in questo caso, articolare il discorso soprattutto sugli aspetti esperienziali e formativi più coerenti con il ruolo da ricoprire. Se non si conosce la proposta, invece, potrebbe essere conveniente mantenersi su aspetti generali per non sbilanciarsi e per poter tenere aperte più possibilità.

  • Michele scrive:

    Nei colloqui di lavoro spesso mi è stato chiesto “Mi parli di lei”. Com’è più opportuno rispondere?

  • New Job Agency scrive:

    D: Tra qualche giorno dovrò sostenere un colloquio di lavoro. Potete fornirmi dei consigli per aumentare la probabilità di superarlo?

    R: Per essere sicuro di proporti al meglio, verifica in precedenza che vi sia corrispondenza tra le tue competenze e i requisiti richiesti dalla posizione offerta e preparati un promemoria delle cose che vuoi dire e delle domande che vuoi fare. La capacità di ascoltare attivamente durante il colloquio rappresenta un aspetto di fondamentale importanza perchè ti permette di cogliere i desideri, le necessità o le competenze che il tuo interlocutore apprezza in un candidato. E’ consigliabile, quindi, ascoltare attentamente, rispondere con interesse e formulare domande che possano fornire indicazioni utili circa la posizione, le caratteristiche e i valori dell’azienda. Questo ti consentirà di rispondere con informazioni e risultati specifici che valideranno l’adeguatezza del tuo profilo per la posizione. Nel mercato attuale occorre dimostrare il valore aggiunto che si può offrire all’azienda fornendo gli elementi e eventuali esempi di risultati raggiunti che documentino effettive competenze e qualifiche.

  • Ivan scrive:

    Tra qualche giorno dovrò sostenere un colloquio di lavoro. Potete fornirmi dei consigli per aumentare la probabilità di superarlo?

  • New Job Agency scrive:

    D: Buongiorno, ho conseguito da poco la laurea e non ho mai avuto esperienze lavorative. Posso parlare approfonditamente del mio percorso formativo per arricchire il curriculum?

    R: Se rispondi ad un annuncio per neolaureato o per laureando può aver senso fornire informazioni dettagliate sul percorso formativo a patto che queste siano affini alla posizione lavorativa offerta. Se non è così o se si tratta di un’autocandidatura meglio non scendere nel dettaglio. Per far sì che il curriculum risulti efficace anche se non si hanno esperienze lavorative precedenti bisogna partire dal valutare attentamente ciò che l’annuncio richiede. In questo modo si potranno mettere in risalto quelle informazioni che rispondono alle qualifiche e alle responsabilità del lavoro offerto: capacità personali, aspetti della preparazione universitaria, esperienze di studio all’estero. Nel caso di un’autocandidatura valorizza le aspettative, le motivazioni e gli obiettivi professionali.

  • Riccardo scrive:

    Buongiorno, ho conseguito da poco la laurea e non ho mai avuto esperienze lavorative. Posso parlare approfonditamente del mio percorso formativo per arricchire il curriculum?

  • New Job Agency scrive:

    D: Come prepararsi ad affrontare un colloquio di lavoro?

    R: In primo luogo bisogna essere in grado di presentare il proprio curriculum vitae. Pertanto, è necessario memorizzare gli elementi maggiormente significativi per la posizione per cui ci si sta candidando. In particolare, è importante riflettere costruttivamente sulle proprie aspettative e sui propri obiettivi professionali. Da un lato il piano d’azione dovrebbe essere il più possibile definito nella propria mente, dall’altro occorre avere una certa dose di flessibilità e di adattamento alle caratteristiche e alle esigenze dell’azienda. Le modalità di presentazione e d’interazione con il selezionatore costituiscono un ulteriore elemento importante: abbigliamento, puntualità, prontezza nelle risposte, comportamento non verbale e capacità di ascolto. Il mostrarsi tranquilli, propositivi e aperti può rilevarsi un atteggiamento vincente. Infine, anche il grado di condivisione dei valori aziendali da parte del candidato può influire sull’esito del colloquio. Pertanto, sarebbe opportuno prima di affrontare il colloquio raccogliere il maggior numero di informazioni sull’azienda.

  • Angela scrive:

    Come prepararsi ad affrontare un colloquio di lavoro?

  • New Job Agency scrive:

    D: Quali sono dei consigli utili per chi cerca lavoro in questo periodo di crisi?

    R: La ricerca di un impiego richiede tempo, energie e risorse. Questo è tanto più vero quanto più ci si trova in un periodo di stasi del mercato. Essere consapevoli della situazione del mercato del lavoro è il primo passo perché aiuta a ridefinire le proprie aspettative per creare un obiettivo professionale realistico. Quindi, bisogna prendere informazioni sul proprio mercato di riferimento circoscrivendo la zona geografica in cui si intende muoversi, il settore che si desidera prendere in considerazione, l’area funzionale nella quale si vorrebbe trovare spazio. La seconda mossa è predisporsi al cambiamento. La flessibilità di cui si è molto parlato nell’ultimo decennio non ha solo a che fare con orari e contratti ma soprattutto riguarda una forma mentis che vede nel cambiamento una carta vincente. Inoltre, è opportuno non farsi prendere dalla negatività in quanto lamentarsi o arrabbiarsi non paga e può dare una cattiva impressione al selezionatore. L’ultimo aspetto importante è investire nei momenti di stasi lavorativa sulla formazione. Ciò potrebbe aprire nuove porte nel mercato lavorativo e aiutare a superare delle giornate vuote e difficili da gestire.

  • Andrea scrive:

    Quali sono dei consigli utili per chi cerca lavoro in questo periodo di crisi?

  • New Job Agency scrive:

    D: E’ preferibile utilizzare un formato standard per scrivere un curriculum oppure realizzare un cv creativo?

    R: Sicuramente i responsabili risorse umane prediligono un curriculum che risponda alle caratteristiche di chiarezza e sinteticità. Di norma, è preferibile utilizzare un formato standard o comunque una presentazione semplice del proprio percorso professionale e formativo ed evitare uno stile troppo creativo che può risultare controproducente. Sono utili i link al sito delle aziende con cui si è lavorato, al portfolio online ed ai progetti realizzati per evidenziare le proprie competenze. Il formato del cv è comunque legato al ruolo per il quale ci si candida. Nel settore del turismo o della grafica l’originalità e la creatività possono essere sicuramente apprezzate a patto che si confezioni qualcosa di davvero utile ad illustrare le esperienze professionali maturate.

  • Valentina scrive:

    E’ preferibile utilizzare un formato standard per scrivere un curriculum oppure realizzare un cv creativo?

  • New Job Agency scrive:

    D: Sono in cassa integrazione e mi è stato proposto un percorso di orientamento professionale da effettuare con un gruppo di colleghi. In cosa consiste? Può essere utile?

    R: Nelle fasi di passaggio della propria carriera professionale, che si tratti di licenziamento, di riqualificazione in un nuovo ruolo o di cassa integrazione, il confronto con persone che stanno attraversando una fase simile alla propria e con degli esperti del mondo del lavoro potrebbe rivelarsi estremamente utile. La finalità di questo tipo di percorso è di favorire la consapevolezza e l’autodeterminazione. I partecipanti sono sollecitati a ragionare, attraverso attività di gruppo e individuali, sul proprio percorso di carriera, sulle competenze acquisite, sulle proprie potenzialità e attitudini per stabilire punti di contatto tra l’immagine di sé e gli obiettivi professionali che si desiderano raggiungere, al fine di costruire un piano d’azione per il futuro coerente e fattibile. Inoltre, gli incontri di orientamento professionale possono risultare utili anche per i momenti prettamente informativi riguardanti il mercato del lavoro locale, le possibilità occupazionali, le nuove forme contrattuali, l’utilizzo efficace del proprio network personale, i canali da condiderare per la ricerca del lavoro.

  • Saverio scrive:

    Sono in cassa integrazione e mi è stato proposto un percorso di orientamento professionale da effettuare con un gruppo di colleghi. In cosa consiste? Può essere utile?

  • New Job Agency scrive:

    D: Può sembrare una domanda banale, ma quanto conta l’abbigliamento quando ci si presenta ad un colloquio di lavoro?

    R: Il colloquio di lavoro determina la stessa ansia di un esame dal momento che si è consapevoli di essere valutati e che l’esito della performance sarà ottenere o meno il posto per cui ci si sta proponendo. Di conseguenza, è normale che l’ansia da prestazione invada anche ambiti non strettamente legati ai contenuti del colloquio, come l’abbigliamento. In effetti, il modo in cui ci si presenta da un punto di vista esteriore ha una grande importanza in un colloquio di lavoro e ancor di più per quei lavori a contatto con il pubblico dove la bella presenza risulta un requisito fondamentale. L’abbigliamento costituirà sia l’elemento sul quale il selezionatore si formerà la sua prima impressione su di te, sia preziosi indizi sulla tua persona. Per questi motivi, sarà utile adeguare il tuo look alla posizione ricercata. Indossare un completo per un colloquio in un’agenzia web può risultare fuori luogo, così come non portare la cravatta se stai effettuando una selezione per un istituto bancario. Quindi, la scelta giusta è affidarsi al buon senso: vestirsi in maniera consona al contesto dimostrandosi seri e professionali fin dal primo contatto.

  • Roberta scrive:

    Può sembrare una domanda banale, ma quanto conta l’abbigliamento quando ci si presenta ad un colloquio di lavoro?

  • New Job Agency scrive:

    D: Quando ci si candida ad un’offerta di lavoro è utile allegare al curriculum anche una lettera di presentazione?

    R: Perché il curriculum sia davvero efficace deve essere corredato e potenziato dalla lettera di presentazione. Questo documento aggancia l’attenzione del selezionatore perché consente di personalizzare il proprio messaggio e valorizzare le informazioni presenti nel curriculum. La lettera di presentazione deve contenere non solo una breve sintesi del profilo professionale, ma soprattutto il perché si vuole lavorare proprio per una determinata azienda. Non mandare questo breve testo può essere scambiato per un segno di pigrizia, al contrario potrebbe rivelarsi una chance in più per accedere al colloquio. La lettera manifesta al selezionatore che si è veramente interessati a quel lavoro e uno degli aspetti che il selezionatore valuta in un candidato è proprio la motivazione. In una breve pagina bisogna far emergere la preparazione, l’esperienza, la personalità, le ambizioni ma soprattutto il contributo specifico che si può portare all’azienda.

  • Valerio scrive:

    Quando ci si candida ad un’offerta di lavoro è utile allegare al curriculum anche una lettera di presentazione?

  • New Job Agency scrive:

    D: Durante i colloqui di gruppo è bene farsi notare?

    R: E’ consigliabile mantenere un atteggiamento sobrio cercando di far emergere le proprie abilità in maniera naturale. Farsi notare in modo eccessivo, sottolineando caratteristiche personali non così spontanee, può rivelarsi controproducente con il rischio di fornire al selezionatore un’immagine poco coerente. Non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontare questa situazione. E’ importante sicuramente gestire le prove o le discussioni con lucidità e rispetto per gli altri: comportamenti eccessivamente aggressivi difficilmente ripagano così come mostrarsi passivi e demotivati. Durante i colloqui di gruppo può attirare l’attenzione di un selezionatore la capacità di saper cogliere dalla discussione le idee e gli spunti più interessanti.

  • Alessia scrive:

    Durante i colloqui di gruppo è bene farsi notare?

  • New Job Agency scrive:

    D: Dal mio curriculum si evince che ho cambiato molti lavori e che sono stato fermo per un periodo di tempo. Questo può penalizzarmi nei colloqui di selezione?

    R: Durante un colloquio di lavoro il selezionatore ripercorrendo il percorso di carriera potrebbe approfondire eventuali periodi “sabatici” e percorsi non lineari in termini di cambi di direzione o di contenuti. In questi casi risulta importante motivare e valorizzare in modo consapevole il proprio percorso. Così facendo non rappresenterà un aspetto penalizzante ma potrà addirittura diventare una conferma di flessibilità, apertura al cambiamento e proattività. Solo se sei in grado di fornire a te stesso una risposta serena e lucida di quanto è accaduto potrai convincere anche chi ti sta di fronte durante un colloquio. Quindi prendere atto di incidenti di percorso e valutarne la motivazione è la cosa più importante. Inoltre, tieni in considerazione che i selezionatori vivendo nel mercato del lavoro sono perfettamente consapevoli e abituati a confrontarsi con i suoi aspetti più drammatici quali fallimenti aziendali, precarietà o ridimensionamenti.

  • Michele scrive:

    Dal mio curriculum si evince che ho cambiato molti lavori e che sono stato fermo per un periodo di tempo. Questo può penalizzarmi nei colloqui di selezione?

  • New Job Agency scrive:

    D: Come presentare nel migliore dei modi le precedenti esperienze di lavoro durante un colloquio?

    R: La domanda che concerne le precedenti esperienze professionali sicuramente rappresenta uno dei momenti più delicati del colloquio di selezione. Nel caso il tuo interlocutore sia un esponente della direzione del personale o un consulente di una società di selezione del personale si potrà evitare di scendere in particolari eccessivamente tecnici, mentre se ti trovi di fronte al futuro capo o ad un responsabile di funzione, sarà necessario approfondire le metodologie utilizzate e i progetti particolari in cui sei stato coinvolto nel corso delle precedenti esperienze lavorative. In linea generale andranno esposte in maniera sintetica ma efficace le competenze tecniche e trasversali acquisite partendo dall’esperienza professionale più recente o da quella più affine alla posizione oggetto del colloquio. Dovranno essere specificati l’azienda, il ruolo ricoperto, le relazioni gestite, i risultati conseguiti.

  • Pietro scrive:

    Come presentare nel migliore dei modi le precedenti esperienze di lavoro durante un colloquio?

  • New Job Agency scrive:

    D: Ho notato che le aziende tendono ad offrire soprattutto stage; questa esperienza rappresenta realmente un’opportunità per chi è alla ricerca di una prima occupazione?

    R: Quando si tratta di assumere un candidato alla sua prima esperienza di lavoro l’azienda indicherà quale requisito essenziale per la selezione il titolo di studio, la qualifica che sintetizza le conoscenze acquisite dal candidato durante il percorso formativo. Frequentemente il periodo di prova avverrà nell’ambito di uno stage e la selezione vera e propria si realizzerà alla fine di tale fase di conoscenza sul campo, visto che il rischio di errori in una prima selezione resta abbastanza elevato. La verifica delle capacità operative della risorsa può essere determinante per valutarne l’idoneità, soprattutto in quelle attività dove l’esperienza è fondamentale. Allo stesso tempo il giovane collaboratore avrà l’occasione di sviluppare la conoscenza della realtà lavorativa, del clima e dei valori aziendali. Un candidato alle prime armi, in talune occasioni può essere anche avvantaggiato rispetto a candidati che abbiano già sperimentato altre realtà lavorative e che si sono abituati a un certo metodo di lavoro, visto che questi potrebbero trovare maggiori difficoltà ad adattarsi a nuovi regole o ad utilizzare nuovi strumenti e tecnologie. Senza dubbio, prima di accettare passivamente la proposta di uno stage, è importante verificare che l’azienda che lo offre abbia una brand identity ben definita e forte e che sia ben organizzata.

  • Federica scrive:

    Ho notato che le aziende tendono ad offrire soprattutto stage; questa esperienza rappresenta realmente un’opportunità per chi è alla ricerca di una prima occupazione?

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